Escursionismo nel Parco Nazionale della Sila

Escursione invernale al Pollino (14.01.2011)

L’inverno è una stagione di silenzio e di sonno. Solo il vento si ascolta, che inonda la montagna di un sublime alone di mistero. Padroni assoluti dei boschi sono i lupi, che vagano fra monti e valli alla ricerca di cibo. La loro presenza è ovunque leggibile: nella neve le impronte, che dappertutto è possibile notare, sono la conferma che il grande animale è l’unico padrone assoluto dell’inverno appenninico.
Ci immergiamo così nella natura silenziosa del Pollino. Giungiamo al Colle dell’Impiso intorno le 9.30. La nostra escursione prevede di arrivare alla Grande Porta. Fa freddo, la galaverna copre i rami dei faggi. La neve è abbastanza dura e questo ci consente di camminare senza ciaspole.
Cautamente attraversiamo la grande selva fino a uscire nel Piano Toscano, illuminato dal sole. Qui la neve si ammorbidisce un pò e siamo costretti a indossare le ciaspole. Ci dirigiamo verso nord est in direzione della Serra di Crispo. Grandioso è il panorama: a sud sono impressionanti i rilievi di Serra Dolcedorme e di Monte Pollino, pieni di neve e ghiaccio. È la prima volta che li vedo così e sono veramente incantato. Superato Zio Peppe (lo scheletro di un pino loricato bruciato tanti anni fa dai vandali) la vista si apre anche verso oriente, con la valle del Raganello e la Fagosa. Proseguiamo per qualche mezzo chilometro ancora. Dopo di che ci fermiamo e ci gustiamo questo paesaggio la cui bellezza io non so definire.














































In circa due ore torniamo al punto di partenza. Ma non è tutto. Lungo la discesa (in auto) verso Campotenese (attorno Colle del Dragone), la luce infuocata del tramonto richiama la nostra attenzione. Non riusciamo a resistere e ci fermiamo per fare qualche fotografia. In lontananza le vette dell’Orsomarso, che si addentrano nell’oscura e gelida notte.


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