Da FERDINANDEA alle CASCATE MARMARICO (Le Serre - Calabria) - 14 agosto 2012

Le più eminenti cascate dell’Italia meridionale si adagiano nascoste nelle bucoliche montagne delle Serre. Ci troviamo nel versante ionico del massiccio,  un luogo affascinante che si distacca dal paesaggio canone tradizionale dei monti serresi. Il clima caldo e secco del litorale ionico raggiunge l’interno e i monti e, non di poco, condiziona il paesaggio. Improvvisamente gli abeti e i faggi cedono il passo al bosco mediterraneo di sclerofille. Il leccio diventa protagonista della scena e, addirittura, si porta in alto e raggiunge, e in alcuni casi supera, i 1000 metri. I rilievi poco accidentati e dolci delle Serre qui sono solo un ricordo e ripidi si gettano nelle valli, percorse da torrenti sempre attivi e carichi di acqua e che, scorrendo in ambienti generalmente aspri e scoscesi, formano cascate anche di altezze notevoli. È il caso del Torrente Folea, che nasce nella foresta montana nei pressi di Ferdinandea e che, percorsi alcuni km, si getta, con più di un salto, per più di 100 metri. Sono le Cascate di Marmarico, uno dei luoghi più visitati delle Serre. Un luogo arcano che cattura il visitatore e lo rende piccolo nei confronti della bellezza. E il sublime in questo caso coinvolge anche chi si reputa un non appassionato di montagna e natura.   



La maggior parte vi giungono dal fondovalle, da Bivongi (RC). Ma il vero percorso escursionistico parte da Ferdinandea, da quota 1061, nella zona meridionale della grande e selvosissima dorsale del Pecoraro.

I primi km sono molto agevoli, sempre in leggera discesa, all’interno di un bosco di faggi. Presente anche qualche rimboschimento di pino laricio.  Ma avvicinati alla ripida scarpata del Vallone Folea la foresta montana cede il passo alla macchia mediterranea. In lontananza Bivongi, il Monte Consolino e, naturalmente, il Mar Ionio. 





Via via la discesa si fa decisamente più scomoda. Il rumore dell’acqua sempre più impetuoso e da uno scorcio tra i lecci eccole imponenti e selvagge, le Marmarico.



In un percorso sempre più impervio giungiamo nel fondovalle (650 metri circa) fino alla base dei salti d’acqua dove lo spettacolo è davvero da togliere il fiato. Alcune pozze permettono di fare il bagno. Tento di farlo pure io, ma la mia è solo un’entrata e un’uscita, l’acqua è decisamente fredda. 






Poi saliamo un po’ più in alto per vedere ancora meglio le cascate, attraverso un percorso quasi alpinistico, e dove lo spettacolo è ancora superiore. 




Nel primo pomeriggio iniziamo la nostra ascesa verso Ferdinandea. Il vero difficile viene proprio adesso. Fa decisamente caldo e questo aumenta la fatica della salita. Ma alla fine ecco nuovamente i faggi e la reggia di Ferdinandea.

Bivongi con il Monte Consolino





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