Anello MACCHIANELLO-BOTTE DONATO, TIMPONE BRUNO, VALLE DEL CARDONE (11 agosto 2017) - Monti della Sila Grande

11 agosto 2017
Sono in Sila Grande, dove effettuo, in compagnia di altre persone, un'escursione nelle faggete più in quota del massiccio. E' un percorso ad anello, con partenza dalla strada delle vette, a circa un km superata la prateria di Macchiasacra, a sinistra, procedendo  verso Lorica.
L'itinerario prevede di scendere nella radura di Macchianello e di salire sulla vetta più alta della Sila. Dalla sommità procedere lungo il crinale di Timpone Bruno e, infine,  discesa verso la Valle del Cardone lungo un sentiero immerso in una splendida faggeta.


LA MAPPA DEL PERCORSO

Quindi ci incamminiamo in discesa lungo lo sterrato che si stacca a sinistra della Strada delle vette (quota 1650), nel bel bosco di faggi, verso la prateria di Macchianello (quota 1630), che raggiungiamo in pochi minuti.



Al bivio procediamo a destra e penetriamo nuovamente nel bosco di faggi, seguendo la segnavia  bianco-rossa del Sentiero Italia, che va ad abbandonare subito le tracce di sentiero per immergersi liberamente nella bella foresta a fianco delle sorgentizie acque del torrente Neto.


Il Fiume Neto, nei pressi delle sorgenti

Andiamo avanti lentamente, in salita decisa, nel fresco di questa faggeta d'alta quota. Superiamo anche alcune radure, da dove nasce il ramo principale del Neto, e perveniamo la vetta di Monte Botte Donato, il punto più alto della Sila (1928 m).







Dalla sommità del monte scendiamo nella sottostante Codecola di Coppo (cima impianti di risalita di Lorica), per osservare dall'alto sia la valle del Cecita che quella dell'Arvo. Purtroppo la foschia non ci permette di scrutare gli affascinanti panorami che da quassù è possibile vedere quasi a 360 gradi. Giornata decisamente incerta da un punto di vista climatico.

La Valle dell'Inverno (erroneamente Inferno)

La pista da sci di Valle dell'Inverno

Il versante dell'Arvo. Poco sotto vediamo la radura di Marinella di Coppo

La valle dell'Arvo con il lago. A destra la vetta di Montenero



Ritorniamo così lungo il Sentiero Italia, che abbandoniamo quasi subito (il SI prosegue a sinistra), e sbuchiamo sulla Strada delle Vette.



Andiamo a destra (direzione Monte Scuro) e seguiamo la via asfaltata per circa un km. Alla nostra sinistra, guardando in direzione sud-ovest, si apre una magnifica veduta in direzione dell'alta valle del Bufalo, avvolta da un mare verde di faggete.

L'alta valle del Torrente Bufalo, tributario dell'Arvo

Poco dopo, a sinistra, si stacca lo sterrato (sent. 422), in discesa, che si addentra nel bosco puro di faggi. Si tratta del sentiero di crinale di Timpone Bruno e Serra del Fiego, che percorriamo per qualche km, tra discese e piccole salite.







Nei pressi della cima boscata di Timpone Bruno (quota 1700) giriamo a destra (al bivio). Si tratta del tracciato che ci consente di raggiungere il fondo valle del Cardone. Usciamo così dai confini del Parco Nazionale della Sila. Ma il paradosso è che la bellezza della foresta invece di venir meno rincara la sua dose di meraviglia. Ritengo davvero strano che una delle faggete più belle della Sila Grande non rientri all'interno dell'area protetta. 












Scendiamo di quota all'interno di un bosco davvero suggestivo. La melodia del torrente adiacente si unisce al carme della bellezza visiva e in più punti notiamo le tracce del passaggio del predatore per eccellenza, il lupo appenninico, con i vari e inconfondibili segni del suo vagare in lungo e in largo per le foreste montane. 







Incrociamo così il sentiero 425 (quota 1500) proveniente da Spezzano Piccolo, nel punto in cui il torrente Cannata si unisce al Cardone. Proseguiamo a destra, in salita, a mezza costa lungo la ripida scarpata che si getta nella forra. Più in alto si aprono delle radure, contornate da monti ricoperti da ombrose selve. 

 Una sorgente









Raggiungiamo così la via delle vette e quindi il punto di partenza. 

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