Due giorni a Lorica con escursione A SERRA DI COPPO E MARINELLA DI COPPO, LUNGO IL SI E IL SENT.437 (28 - 29 giugno 2017) - Monti della Sila Grande

La montagna chiama a sè senza fine i suoi seguaci. Spesso si ripresenta anche il desiderio di veder nuovamente "i paradisi" già noti e ammirati in un prossimo o in un discosto antecedente. Non mi è mai capitato di enunciare "ci sono già stato".  Se un paesaggio è ameno lo è eternamente. Julius Kugy, per esempio, andò 30 volte sulla vetta del  Monte Canin, senza mai avvertir tedio a riveder lo spettacolo delle sue amate Alpi Giulie. Dunque non è mai increscioso tornar nuovamente a riguardare i versi poetici dei luoghi del cuore, sulle montagne ricoperte dalle selve.

28 giugno 2017
Dopo un'assenza di quasi tre anni rieccomi nuovamente a Lorica per nuove passeggiate naturalistiche nel silenzio dei boschi.
Giungo nella località silana intorno alle 15:30 di giorno 28 giugno. E' una giornata calda, con circa 29 gradi, troppi per una località come Lorica. Ma l'anomalia climatica interessa tutto il territorio nazionale e nelle vallate alpine del Veneto, per esempio, si sono registrati addirittura 35 gradi oltre i mille metri. Un'annata dunque da ricordare dal punto di vista del clima. E nei prossimi giorni la situazione è destinata a peggiorare.  
Voglio risparmiare le energie per la lunga escursione di domani 29 giugno, quindi mi incammino solo per una breve passeggiata nella macchia a nord del paese. Alla caserma dei carabinieri mi inoltro in salita lungo la strada asfaltata che passa accanto a un acquedotto. Pochissimo dopo un sentierino si stacca a sinistra e in brevissimo tempo, dopo una salita decisamente ripida, nella boscaglia, pervengo la bellissima e fiabesca pineta di la A'mpara a Lorichella, un piccolo gioiello a pochi passi dalla borgata di Lorica. Il tutto impreziosito da un intricato sottobosco verde di felci che rende ancora più magico il contesto boscoso. Per non parlar dei magnifici fiori che sbucano fuori dall'oceano verde delle piante basse, tantissimi cromi si legano al colore dominante. Per non parlar della dolcezza delle fragolette di bosco, delle quali il sottobosco delle pinete silane ne è pieno in codesto periodo dell'anno.












Alla A'mpara a Lorichella inizia il lungo percorso 437 che permette di arrivare, dopo parecchie ore di cammino, al crinale di Timpone Bruno. Mi ci inoltro per qualche chilometro e raggiungo bellissimi tratti di ontaneto, che non rammentavo,  con piante anche di una certa grandezza e che mi soffermo a scrutarne la bellezza.










Un detto dei nativi americani dice che "Gli alberi sono le colonne del mondo, quando gli ultimi alberi saranno stati tagliati, il cielo cadrà sopra di noi".



La giornata tende a lasciar spazio alla sera e il tramonto procede nel dar spettacolo con la sua infuocata luce, che filtra nelle selve e che annuncia le tenebre che a brevissimo invaderanno tutto.
Non mi rimane che tornarmene al punto di partenza, terminando di osservare questo stupendo tramonto dalle rive del Lago Arvo.












29 giugno 2017
Il mattino dopo (29 giugno 2017) è il momento della lunga escursione. Alle sette del mattino è già caldo. Non sembra di stare in Sila per la temperatura che segna già alle prime luci dell'alba:  20 gradi alle 7 del mattino. Ma ci troviamo nel bel mezzo di una delle ondate di caldo più forti di sempre. Normali sarebbero 9 - 10 gradi a quest'ora della giornata, anche in piena estate.


Mappa dell'anello. Le frecce indicano la direzione di marcia del cammino. Cliccare sulla mappa per ingrandirla

Dal centro di Lorica mi incammino verso Cavaliere. Al bivio per gli impianti di risalita vado a destra, appunto, verso le piste e, nei pressi di una costruzione storica, svolto a sinistra per il sentiero 423 a. Superati i campi coltivati, da dove è possibile scrutare il fondovalle del Cavaliere fino a Serra Magnaudo, si entra, in salita decisa, nel bosco di pino nero silano e raggiungo la Serra Cavaliere, lo spartiacque che separa la Val Cavaliere da quella del Mellaro.


 La valle del Cavaliere con Serra Magnaudo

La pineta lungo la salita verso Serra Cavaliere

Sempre tra bosco e radure pervengo il fondo della valle. Al bivio vado a sinistra e subito dopo a destra, con guado sul torrente Mellaro (la segnaletica indica sempre il numero 423 a).

 La pineta lungo la discesa verso la valle del Mellaro

 Nella valle del Torrente Mellaro


Al successivo incrocio giro a sinistra, in salita, tralasciando la pista che prosegue diritto lungo il medesimo solco vallivo.
Ultimamente l'area in questione è brutalmente sfregiata dai tagli boschivi. Spero si fermino visto che i danni causati al bosco sono già notevoli, e siamo nel cuore di un'area protetta. 
Per cinquecento metri cammino lungo la pista forestale (423 a). Dopo di che proseguo liberamente a sinistra, lungo la linea di massima pendenza, in direzione occidente. Ho in mente di raggiungere il sentiero italia, che viaggia lungo il crinale di Serra di Coppo. Il tratto libero non è affatto un gran che: la foresta è in parte compromessa dai tagli. A essere interessato dalla distruzione è soprattutto la faggeta. Le pinete, invece, non sembrano essere state interessate dagli interventi forestali e quindi ho la possibilità di scrutare anche qualche bel tratto di bosco fuori dai circuiti escursionistici comuni.


Sempre più verso occidente i segni della distruzione del bosco si fanno via via meno presenti e la foresta si alterna a radure con felci e ginestre (in passato, molto probabilmente, attraversate da incendi). Bellissimi scorci verso il Lago Arvo.











Ed ecco finalmente il  Sentiero Italia, che procede verso monte lungo crinale tra radure e macchie di bosco, mai troppo in pendenza.

Il SI, lungo il crinale di Serra di Coppo



In lontananza vediamo Monte Botte Donato

Fa molto caldo e procedere è davvero una gran fatica. Bisogna assolutamente bere. Mi rende tranquillo il fatto che lungo il percorso troverò delle fontane di acqua ghiacciata. I miei due litri nello zaino non bastano. 
A destra, dopo una discesa, si può notare, in lontananza, la valle dell'Arvo fino a Montenero. 



Panorami anche verso sud-ovest



Nei programmi avevo in mente di raggiungere Botte Donato. Ma si è fatto decisamente tardi e al bivio con il sentiero 437 procedo a destra.
Sulle sponde di un ruscello consumo la colazione, dopo di che proseguo il mio cammino a mezza costa lungo le pendici meridionali di M.Coppo e Botte Donato. 









Tra sali e scendi, nella faggeta cedua, a tratti con pineta, raggiungo la bellissima radura di Marinella di Coppo.


La radura di Marinella di Coppo
Vado avanti per il sentiero 437, che rimanendo sempre nella medesima quota, viaggia a mezza costa lungo le pendici di Serra Magnaudo, in bellissimi tratti di pineta e faggeta. 


In due punti il bosco viene interrotto dalle due strette piste da sci. 


Ma si ritorna subito in foresta, che è sempre bellissima, il più delle volte costituita da pino nero silano.















 Panorama dal sentiero 437 verso Cavaliere





Il percorso, dopo 120 minuti da Marinella di Coppo, decisamente faticoso, nonostante quasi completamente privo di dislivello, raggiunge la A'mpara a Lorichella.  

 La pineta di la A'mpara a Lorichella


Arrivo così a Lorica, dopo un lunghissimo anello di ben 11 ore di cammino. 


Nessun commento:

Posta un commento