ARNOCAMPO, FINO A MACCHIALONGA (Monti della Sila Grande) - 17 maggio 2016

Rieccoci nuovamente, insieme all'amico Emilio, sui Monti della Sila Grande per una nuova escursione tra le foreste di questo enorme polmone verde nordico al centro del Mediterraneo. 
Come già anticipato nel post riguardante l'escursione di Monte Volpintesta, intraprendiamo un magnifico cammino nell'area che la carta IGM segna come Arnocampo: un'escursione dalla Valle del Neto (strada provinciale tra Zarella e Germano) ai pascoli di Macchialonga, passando per colonia Don Bosco e Serra Ripollata.
E' una bella giornata di sole, abbastanza fresca, tipica di questo periodo dell'anno. La valle del Neto, dal Lago di Ariamacina, scendendo verso Germano, è uno spettacolo già di suo, con radure, boschi di pini e faggi, ontaneti, che caratterizzano le rive e le pendici attorno al Fiume Neto, uno dei più importanti corsi d'acqua della Calabria. 



Quasi a metà tra Zarella e Germano, nei pressi di un ponte e di una vecchia casa cantoniera, intercettiamo il sentiero della nostra escursione, che rappresenta l'ex numero 10, ora con numerologia 27. Siamo a 1262 metri.
Le tracce di mulattiera ci conducono fin da subito in una superba foresta di pino laricio, con piante sparse di cerro e faggio. 

Un cerro monumentale

Cerro, proprio così. Che ci fa una specie del piano del castagnetum in una realtà montana come quella in argomento? Evidentemente si tratta di una varietà che da ere remote si è adattata al freddo clima del fagetum silano. Praticamente se una piantina di Quercus cerris L. normale, posta a quota 800, dunque nel suo areale classico, venisse piantata a questa altezza, sicuramente non riuscirebbe a sopravvivere. E qui, oltre a esemplari adulti, abbiamo anche un cospicuo rinnovamento di questa qualità speciale. Una questione di studio da approfondire. 
Nel primo tratto la salita è decisamente ripida, ma la fatica è ripagata dalla magnificenza del bosco. 



Da notare il cerro










Il sentiero 27


Oserei dire uno dei più bei boschi della Sila, al pari di grandiosità rispetto a quelli della Sila Piccola del Gariglione. 
Dopo circa un km di salita alquanto gravosa la pendenza tende ad addolcirsi. Iniziano ad aprirsi anche delle ampie radure, dalle quali è possibile scrutare i rilievi al di la della valle del Neto, con i monti Volpintesta e Timpone Grillo.








Timpone Grillo da Arnocampo


Al bivio procediamo a sinistra, tralasciando la via a destra, in salita, per Germano. Oramai siamo sul crinale principale che va ad unirsi alla cima di Serra Ripollata.
Passiamo da Colonia Don Bosco, un vecchio rudere immerso nella foresta silana, abbandonato dall'uomo e risucchiato da madre natura. Di fronte la struttura appena detta si staglia un ciclopico cerro. 



A sinistra del rudere vediamo il grande cerro


Ciclopico cerro


Il posto è bellissimo e nel momento in cui attraversiamo queste magnifiche distese selvose penso all'inverno e a come potrebbe essere questo tutto nella stagione invernale. Cerco di immaginar: la poetica desolazione delle selve e delle radure; il vento ghiacciato che si insinua tra gli alberi, il quale fa strillare i pini del loro vociar tipico; la neve che scende abbondante e che ricopre di bianco il paesaggio circostante; immagino le invernali albe serene e freddissime, con quella nebbiolina che riempie di galaverna il contesto arboreo. Mi piacerebbe molto essere spettatore del divenire di codesta favola, che in ogni stagione si mostra ridente e carica di rime dal ritmo melodioso e lucente. 






Lungo la via, appoggiata su un pino, noto una graziosa statuetta della Madonna, che non ho potuto fare a meno di fotografare. 


Procediamo sempre lungo il crinale, in leggera pendenza. A sinistra magnifica vista verso sud-ovest.






Ad un certo punto ci catapultiamo in un paesaggio forestale dall'aspetto decisamente autunnale. Siamo a oltre la metà di maggio, ma l'aspetto del bosco è quello tipico di inizio novembre. C'è una scuola di pensiero che rivela che il fogliame delle faggete non si riprenderà. A breve si formeranno delle nuove gemme, come in tutti gli anni, e queste chissà, forse forse le temperature estive le faranno sbocciare. 









Quindi, dai magnifici boschi di Arnocampo giungiamo a Serra Ripollata (quota 1682).













Da codesta vetta perveniamo infine i pascoli di Macchialonga, dove consumiamo la colazione presso le rive del laghetto (quota 1549). 





Passeggiamo per circa un km attraverso la grande malga da ovest verso est, ancora caratterizzata da poche fioriture, le quali in giugno daranno gran spettacolo. 








Nei pressi di una casetta immersa nel verde dell'immenso alpeggio termina il nostro percorso. Dunque ci giriamo per ritornare al punto di partenza. 

 In lontananza la cima di Cozzo del Principe

























1 commento:

  1. Bellissimo percorso che faccio spesso in MTB in direzione opposta partendo da sopra la fossiata per poi arrivare sulla statale dopo Arnocampo

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