TRAVERSATA CAGNO-MONTENERO-COLLI PERILLI-PIETRA DI TONI-NOCELLE (Monti della Sila Grande) - 8 dicembre 2014


8 dicembre 2014
E dire che per anni agognavo di visitare Montenero e la sua cresta. Ebbene, in questo 2014 è già il terzo appuntamento con la seconda montagna più eminente della Sila, una delle più arcane e maliose dell'intero altopiano silano. Capo cordata di codesta nuova escursione è Antonello, di Legambiente Sila, il quale ha organizzato l'evento tramite Facebook. Siamo in 5: Alessandro, Pietro, Antonello e Serafino, di meno rispetto alle aspettative. 
La traversata, con partenza da Cagno, ha toccato i susseguenti punti di arrivo: prima di tutto Montenero (1881 m), poi i Colli Perilli (1749 m) e la Pietra di Toni. Termine dell'escursione a Nocelle. 

La mattinata non sembra proprio l'ideale per andare in montagna, infatti una tenue pioggia caratterizza queste prime ore del giorno dell'Immacolata. 
Arrivati a Cagno non gocciola più, ma rimane comunque un clima uggioso e molto umido, di qualche grado sopra lo zero. Compenetriamo nella pineta, che poco su diviene mista al faggio, andando dietro dapprima al sentiero 420 del CAI, in una salita che si mantiene costante e mai scoscesa. Diffuso anche qualche abete bianco.





 Ph Antonello Martino

Ph Antonello Martino

Con la quota il freddo si aggrandisce decisamente e dai 1600 m principia a esserci anche della neve, caduta qualche ora prima del nostro passaggio. Si avvicendano tratti di bosco, soprattutto faggeta, e radure. 










Ad un certo punto trascuriamo la pista segnata dal Club Alpino e seguitiamo a seguire un itinerario tracciato dagli amici di Legambiente Sila, molto più piacevole e panoramico rispetto al percorso classico, più forestale e con meno vedute. 










Ph Antonello Martino












Ma ecco che si apre una maestosa vista in direzione oriente. In lontananza quello che rimane del Lago Ampollino, il M.Gariglione, il M.Zingomarro, e altri monti ... San Giovanni in Fiore e via dicendo. Uno scenario incantevole dal centro della Sila verso un oceano di foreste. 

       





Ph Antonello Martino

Il freddo si fa fermamente vivace, sottozero. E' fascinoso scrutar questi boschi così sferzati da codesta corrente di ghiaccio, che incute silenzio vitale tutto intorno, gela le piante, domina maestra lungo i sentieri di questa montagna.





Approdiamo, dunque, sulla cima di Montenero, boscata da una giovane faggeta, avvolta da una fitta nebbia e cosparsa da alcuni cm di neve.


Verso la vetta







Toccata la cima incediamo lungo in crinale in direzione ovest.










A metà strada fra la cima di Montenero e quella dei Colli Perilli ci fermiamo a consumar la colazione, in un angolo meno freddo, in una radura riparata dal bosco, ai piedi di un gran bel faggio.
Dopo 20 minuti ripartiamo, e insistiamo a seguire sempre la linea di crinale.





Più ci appressiamo alla nuda Croce dei Laghi, più ragguardevole è la potenza del vento, che spira da nord, di un freddo che gela tutto quel che lambisce con il suo alito invernale. I faggi, imbiancati dal diaccio della montagna, dormono un sonno di pietra, mentre la bufera ventosa imperversa. 







In qualsivoglia condizione atmosferica i Colli Perilli riservano sempre una magnificenza unica nel loro genere. Quel che si scruta dalla cima è di più sublime si possa trovar in Sila, un paesaggio tra i più boreali della montagna appenninica, una piccola isola nordica nell'avvallato cuore del Mediterraneo. 
Eh si, in linea d'aria ci sono pochi km di distanza dai mediterranei mari Jonio e Tirreno. Ma questo paesaggio fa richiamar la mente, come ho steso varie volte in questo sito, a scenari norvegesi o canadesi, alla Taiga Siberiana, o, come scriveva Astolphe de Custine, nel 1812, " ... la foresta della Sila, famosa fin dall'antichità. Occupa un'estesa regione montagnosa  ... che si fa a fatica a credere che questi siti da Svizzera si trovino alla stessa latitudine della Sicilia" .










Ph Antonello Martino

Purtroppo dobbiamo muoverci e, in maniera più spedita, continuiamo a seguire il crinale verso occidente. Il sentiero è contrassegnato dalla segnavia CAI 438. Detta via, dopo un bel tratto di cresta, se ne scivola verso il fondovalle. Noi invece procediamo, liberamente, a seguire la linea di dorsale e, dopo un sali e scendi, nel giro di poco, siamo alla Pietra di Toni, altro bellissimo scorcio, fra i boschi, verso le valli e le cime circostanti. 













Torniamo così al sentiero 438 e ci dirigiamo verso valle. Superata una bella radura, sulla sinistra rispetto alla nostra direzione di marcia, penetriamo nel bosco di faggi e pini. Scorci, tra gli alberi, verso la valle e il lago.









Incrociamo così il Sentiero Italia, e andiamo a destra.




A Nocelle, sulle sponde del Lago Arvo, finisce questa stupenda traversata silana, dopo ore 7:12 dall'inizio e 19,09 km.



Nessun commento:

Posta un commento