Il grande anello di Macchialonga dal Cupone (Monti della Sila Grande) - Giugno 2015

Eccola la foresta,
con i suoi sontuosi pini,
eleganti e immensi, 
i quali creano quella che è la magna montagna
la magna foresta,
la silva antica
che contribuì a sovvertire gli evi, 
testimone di atti trasformati in leggende,
pristini trascorsi dal sapore di battaglia
e dai trionfi di vittoria.
E' lei è sempre presente,
allora come oggi,
la foresta,
così amena e scultorea,
con questi fusti che si innalzano verso l'alto
e che ovunque si insinuano in codesta realtà 
che oggi, in certosina attenzione, 
mi avvio ad ammirar.


Giugno 2015
Sono insieme ad Emilio ed oggi effettuiamo una magnifica escursione ad anello con partenza dal Cupone (quota 1170 m). Al centro visite prendiamo l'ex sentiero n.7, ora 23, e ci immergiamo in una bellissima pineta di pino laricio, a tratti con ontani neri, nei pressi dei ruscelli, e qualche faggio. E' un tratto facilissimo, ma quanta bellezza vi è riunita: altissimi pini si alzano verso il cielo, straordinario tratto forestale che ci fa davvero dire ogni volta che passiamo in simili scenografie "quanto è bella e unica la Sila". Eh si, vien da affermar proprio questo, visto la grandiosità che contraddistingue la foresta silana. 

Pineta di pino laricio e faggi

Sambuco in fiore 





Non mancano scorci panoramici come quelli della successiva foto.

Panorama sul Cecita

Procediamo lentamente e in circa due ore giungiamo nei pressi di Zarella. Prima del villaggio svoltiamo a sinistra, e aggiriamo il villaggio via pineta senza mai uscire dalla foresta, che continua a esser caratterizzata da magnifici pini, una delle pinete più belle della Sila.
Seguitiamo a seguir sempre la via principale che, dopo lunghi tratti in piano, inizia a guadagnar quota. Ma non ci son mai salite gravose e si procede sempre senza fatica. Più a monte il faggio si aggrega sempre più insistente sulla pineta e ci son tratti praticamente puri di Fagus sylvatica


Il tempo climatico, rispetto a quelle che erano le previsioni meteo, peggiorano a dismisura e le prime gocce iniziano a venir giù.




Perveniamo così la panoramica Serra Ripollata (quota 1682 m). Per me è la terza volta che vi ci giungo e ogni qual volta è un'emozione grande scrutar questo infinito orizzonte, tra i più incantevoli della montagna calabrese. Giù, verso nord, i pascoli di Macchialonga, in questo periodo dell'anno verdissimi e con una flora multicolore. 






"No non ci voleva proprio questa" ci siam messi ad affermar . Eppure sembra che stia per giungere il finimondo: tutto si fa improvvisamente nero e i tuoni annunciano un forte temporale in arrivo. Scendiamo frettolosamente giù al laghetto alpino di Macchialonga e riusciamo a ripararci dentro una delle capanne nei pressi dello specchio d'acqua. Il fortunale è decisamente intenso, caratterizzato da una precipitazione che diventa subito molto forte, con pericolosissime saette. 





Dopo circa un'ora il temporale finisce e possiamo quindi rimetterci in cammino per l'ultima parte di questa lunga escursione. Dal laghetto seguiamo per un brevissimo tratto lo sterrato che si dirige verso la Fossiata. Ad un certo punto abbandoniamo la via principale e, liberamente, ci dirigiamo verso nord-ovest. Passiamo poco a est della cima di Cozzo del Principe e tutt'intorno boschi magnifici di pino e splendide radure. 

 Macchialonga










Improvvisamente ecco la scarpata nord, che scende ripida nel vallone Cecita. A mezza costa incrociamo l'ex sentiero n.2, oggi 31, che collega il Cupone alla Fossiata. Siam proprio nei pressi del belvedere di Cozzo del Principe, luogo in cui siamo stati poche settimane fa e che ritorno a vedere con molto piacere. 


Ci addentriamo, per concludere, nel Bosco del Corvo, altro grande splendore della foresta silana, con i tratti di pineta più interessanti di tutta la Sila. I segni del temporale si leggono dappertutto e una nebbiolina si alza dal suolo per riempire di vapore tutto il bosco circostante. 




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