TARDO AUTUNNO NELLA FORESTA DI FAGGIO DI CERONTE (Arena, Monti delle Serre, Calabria) - 13 dicembre 2015

Escursione breve tardo-autunnale in un tratto di foresta (nella zona di Faggio di Ceronte) straordinario del versante tirrenico delle Serre, precisamente nel comune di Arena, lungo il costone tra il Fosso Latrò e il Fosso Sardella. Non siamo a quote elevate. Il punto più in quota non supera i 1100 metri. Ma la foresta ha le tipiche caratteristiche montane dell'Appennino, con un sottobosco leggermente più termofilo, visto che in questa zona la faggeta inizia a crescere già dai 700 m, quota collinare per il Fagus sylvatica, in Appennino, ma che qui trova se stessa grazie a un microclima molto più piovoso che in altre parti, e grazie anche all'umidità che tutto l'anno determina una condizione tipicamente oceanica che favorisce la scomparsa delle piante mediterranee, tipo il castagno e il leccio, a favore della specie centro-europea più elegante il assoluto, sua maestà il faggio. 

LA MAPPA


In automobile, da Serra San Bruno, raggiungo il bivio per Arena (ex SS110). Svolto a destra e, dopo un paio di km, ai Piani delle Triarie, a sinistra per Fabrizia. Strada provinciale a dir poco messa male e pericolosa, abbandonata da anni da una provincia di Vibo Valentia assolutamente assente dal territorio. Dopo altri esigui km arrivo al punto di partenza dell'escursione. Il sentiero è chiuso da una sbarra.

Subito si entra in una superba faggeta, con ricco rinnovamento naturale di abete bianco e anche qualche abete adulto. 









Nella selva anche piante rampicanti di edera, pungitopo e agrifoglio.




Dopo circa un km si inizia a scender di quota. Al bivio vado diritto, tralasciando la deviazione a destra per il Fosso Latrò. Alterno tratti liberi, dentro scorci di faggeta straordinaria, e un antico tracciato a fondo naturale usato in passato per l'esbosco del materiale legnoso. 
Che dire, una foresta meravigliosamente bella. Nelle zone più basse del percorso, a circa 800 m, insistono ancora i magnifici colori dell'autunno. Sarà che quest'anno non vuole proprio arrivare la stagione invernale, con temperature sempre oltre le medie del periodo. E questo ha favorito un ingiallimento delle foglie in ritardo rispetto al normale. 










































































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