ESCURSIONE NELLA MAGIA DEI BOSCHI DI ARNOCAMPO (Monti della Sila Grande) - 12 aprile 2017

12 aprile 2017
Prima bellissima escursione di primavera. Siamo nella magna Sila, la grande regione montagnosa nel cuore della Calabria. Ripercorriamo i boschi di pino nero silano nell'area che prende il nome di Arnocampo, forse la zona dove la specie silana per eccellenza si manifesta agli occhi dell'osservatore in maniera più superba ed elegante, con esemplari talvolta imponenti.
Nonostante sia attraversata da una strada provinciale, la Valle del Neto mantiene un fascino tutto particolare. Se le pendici dei dolci monti adiacenti son ricoperti da una fitta e superba pineta, il fondovalle, che è posto tra i 1200 e i 1300 m, viene impreziosito da una macchia ripariale di ontano nero, boscaglia che accompagna lo scorrere di uno dei fiumi più grandi della Calabria, il Neto, che significa "navi bruciate". Si narra che alcuni Achei di ritorno dalla spedizione Iliaca, procedevano nei pressi del delta del fiume, sbarcarono e iniziarono a esplorare i luoghi, lasciando le navi indifese, le quali vennero incendiate dalle troiane restate sulle navi e stanche del lungo e faticoso viaggio. A molti altri Achei giunti sul luogo per fondare nuove città, le troiane imposero la desinenza del nome Neto.

Seguente la mappa topografica dell'escursione.

Cliccare sulla mappa per ingrandirla


L'area si raggiunge seguendo la strada della Val Neto (dalla SS 107 uscire a Croce di Magara-Germano. Andare a destra per Croce di Magara. Seguire le indicazioni per Germano. Dopo pochi metri, al successivo bivio, sempre a destra. Si supera il Lago di Ariamacina e il bivio di Zarella. Il sentiero inizia a un centinaio di metri dal secondo ponte sul Neto, di fronte al quale c'è una vecchia casa cantoniera. Alcune tabelle indicano il percorso).

Ci mettiamo quindi in marcia (da quota 1235) nella splendida foresta di pini neri silani con esemplari grossi sparsi di cerro. 





Il sentiero che sale verso Colonia Don Bosco












In lontananza Timpone Grillo

In circa un'ora e trenta siamo a Colonia Don Bosco (quota 1520), nella qual radura adiacente insistono ancora chiazze di neve e migliaia e migliaia di crochi. Ma a raccontarci dell'arrivo della stagione dai cromi smisurati è anche la voce di uno degli uccelli più caratteristici della stagione primaverile, che emette un suono che in poesia si rivelerebbe nella celebre onomatopea, il Cuculus canorus


I ruderi di Colonia Don Bosco

Crochi

Colonia Don Bosco







Dal rudere continuiamo il nostro percorso lungo la via segnata e, dopo circa un km, la abbandoniamo per salire liberamente sul crinale a nord. La pendice della montagna risulta in leggera pendenza, sempre all'interno di una magnifica pineta e in breve siamo sulla sommità. 





Seguiamo la cresca selvosa in direzione est e infine usciamo fuori dal bosco. E' il punto più alto di questa piccola dorsale (quota 1644) e il panorama è eccezionale, a 360 gradi. Addirittura possiamo notare, lontano e misterioso, il Monte Gariglione, la vetta maggiore della Sila Piccola. Vediamo anche il Montenero, i vicini Timpone Grillo e M.Volpintesta, le Montagne della Porcina, M.Botte Donato, M.Curcio, Serra Stella, M.Pettinascura e via dicendo. Praticamente si vede mezza Sila. Una cima che non ha un nome, lontana dai circuiti escursionisti, ma frequentata molto probabilmente dai pastori. La notai un anno fa dalla cresta a ovest della cima di Timpone Grillo. Un luogo solitario e sublime. 

In lontananza vediamo a sinistra Monte Gariglione, a destra Montenero. Le cime vicine fanno parte, invece, di Timpone Grillo


A destra vediamo M.Pettinascura. In lontananza Cozzo del Pupatolo


In lontananza le Montagne della Porcina, M.Votte DOnato e Timpone della Carcara









Ritorniamo un po' indietro e insistiamo a rimaner lungo la medesima cresta, che procede in direzione nord-ovest, la quale dal punto di vista forestale si accresce di bellezza, con esemplari di pino nero decisamente vetusti. Questo soprattutto per quanto concerna la pendice che precipita verso sud. A nord, invece, le conifere vengono sostituite da una bella faggeta pura.





















Intercettiamo nuovamente così il classico sentiero segnato di Arnocampo. Andiamo a destra e ci inoltriamo fino alla vetta di Serra Ripollata (1682 m), dove termina il nostro percorso di andata.  












Seguenti alcune foto del tragitto di ritorno







La strada provinciale della Val Neto

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