Escursionismo nel Parco Nazionale della Sila

LE STAGIONI DEL BOSCO



Le stagioni del bosco sono l’estesa poesia di un anno trascorso a scrutare la natura. Scrivere è come scolpire, dice qualche intellettuale, e il sottoscritto intaglia ciò che osserva e ascolta fabbricandolo su un pezzo di carta. Dunque la poesia è la scultura fatta di vocaboli. È la fotocopia implicita di un’anima sensibile: implicita perché in realtà non descrive una persona in toto, nella sua complessità. Le stagioni del bosco sono il diverso modo che ha la natura a presentarsi agli occhi di chi cerca per glorificarla. Non è mai uguale a se stessa, ma è un continuo evolversi della situazione. Essa appare sempre in maniera meravigliosa e ciò da origine a una poesia sempre piena di passione e di emotività. Anche i boschi parlano e hanno una sensibilità. Ma questa luce vitale non tutti riescono a leggerla. I poeti della natura ascoltano, scrutano, cercano di capire un ambiente che in apparenza sembra non dire niente ma che in realtà lancia dei messaggi. In quest’opera il poeta riporta questo: le voci che durante i lunghi peregrinar ha avuto modo di ascoltare e di vedere; è la sensibilità che in qualche maniera ha sfogato la sua forza.

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UN ASSAGGIO DELL'OPERA

LA FUGA DEI CAPRIOLI

Nella fiabesca foresta
sentì il muoversi
di qualcosa.

Girai lo sguardo
ed ecco
la sorpresa:
due caprioli adulti
fuggire,
impauriti
da una
presenza strana.

Nella fiabesca foresta
due creature fantastiche
ebbi modo
di vedere.

Bastò un mio
piccolo movimento
per far sparire,
nel luminoso
e colorato bosco,
quei due leggiadri
figli del creato,
così atterriti
dalla mia presenza,
così terrorizzati
da questo
essere umano,
che tanto male
fece in passato
e che purtroppo
continua a distruggere
scenari montani
come a questo.

Fu una
meravigliosa giornata
codesta.

Che solare visione
assistetti.

Che emozione.

È proprio vivo
questo paesaggio
circostante,
così ricco
di presenze
e meraviglie.

Animali e piante
vivono aggrappati
l’uno all’altro.
La mia speranza
è che sia
sempre così,
che esista
per sempre
questo bosco
e le creature
che lo popolano.

Nella fiabesca foresta
sentì il muoversi
di qualcosa.

Due creature fantastiche
ebbi modo
di vedere.

Ma sentitomi
eccoli sparire
nel profondo verde
questi caprioli,
lontano da me,
lontano dall’uomo,
liberi nel cuore
di questo speciale
polmone verde,
liberi nel cuore
di questa speciale
montagna,
così incantevole
di luminose vite,

così incantevole
di tanto sole.


UN PINO LARICIO EMINENTE

Un pino laricio si alza imponente,
nel bosco silano verso il magico pianoro .
Osservo incantato questa conifera eminente,
che il vento sfiora provocando un dolce sonoro.

Un pino laricio possente ho modo di osservare.
Vecchio e slanciante è il suo tronco impareggiabile.
Speciale è tutto ciò che vi vegeta in questo altare,
così pieno di creature viventi dalla luminosità accecabile.

La Sila è ricca di questi vegetali esseri,
che danno gioia e rigenerano le anime.
Continuo a camminare in questo fiabesco mondo di alberi,
che in migliaia vi crescono insieme,
e macchiano ovunque le selvose cime,
che la gloriosa bellezza io non so esprimere.


VECCHIO ABETE COPERTO DI NEVE

Vecchio abete,
pieno di neve,
pieno di anni,
pieno di vita.

Come è imponente
il peso
che oggi
affligge
la tua chioma.

Tanto freddo
è insinuato
sui tuoi rami.

Oggi,
nel bosco circostante
qualsiasi cosa
è coperto,
e il peso freddo
è presente
anche sugli alberi,
che soffrono
per il ghiaccio
che l’avvolge.

Vecchio abete,
pieno di neve,
pieno di anni,
pieno di vita.

Mi chiedo
il numero
delle volte
in cui
nella tua
secolare esistenza
hai vissuto
momenti come a questo,
così freddi,
così difficili.

Chissà
quante volte
la neve
ha coperto
e pesato
su di te
come lo sta
facendo
in questo momento,
tantissime volte.

Sei tanto grande.

Vecchio abete
che vivi
in questo bosco
da tantissimo tempo,
testimone
di molti inverni
e tempeste,

a te dedico
questo mio canto.

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