Escursione a MACCHIA FRAGA e TIMPONE DELLA CARCARA da CROCE DI MAGARA (Monti della Sila) - 17 giugno 2011


17 giugno 2011. 
Mi trovo nel Parco Nazionale della Sila, nei pressi di Croce di Magara (1400 m), proprio di fronte alla bellissima Riserva Biogenetica dei Giganti di Fallistro. 
La mia escursione, oggi, prevede di salire nell’ampio pascolo montano di Macchia Fraga e nelle foreste di faggio di Timpone della Carcara.

La riserva dei pini giganti di Fallistro

Era da un po’ di tempo che mi attirava di fare questo percorso. Più di un anno fa lo feci a inizio dicembre, parzialmente, in una giornata soleggiata ma rigida. A giugno è veramente una bellezza, momento in cui le fioriture sono al massimo. Ovunque si respira un soave profumo di fiori e, nei boschi, i primi funghi escono allo scoperto. A valle l’aroma del pino si mescola a quello della ginestra, davvero abbondante in questo periodo. Nonostante il rigido clima della Sila (a 1500 metri si ha una media di 6,5 gradi annui), tale specie mediterranea è riuscita ad adattarsi benissimo a tale situazione. E questo succede grazie alla vicinanza dei mari Ionio e Tirreno.

Percorso (sentiero CAI 422) dapprima pianeggiante, in un bosco di pino laricio puro con qualche giovane faggio e, dopo un po’ di chilometri, in salita, in una selva che diviene via via sempre più mista, con alberi di pini e di faggi giganti.

La strada bianca che si addentra nel bosco

Radura

Bosco di pino laricio

Ginestra

Bosco di pino laricio. Si intravede M.Volpintesta

Bosco di pino laricio e rinnovamento naturale di faggio


Una freschissima brezza soffia da occidente. I pini strillano al soffio del vento, generando un’atmosfera  davvero sublime nell’ambiente circostante. Il suono del vento si unisce, inoltre, a quello degli uccelli. Una miriade di volatili si vedono svolazzare di qua e di la nella foresta. 
Osservando tutto questo mi viene proprio da dire “quanto è bella la natura”. Si rimane a bocca aperta in ogni momento. Come scrisse Julius Kugy  (nel descrivere il versante nord del Montasio), il tutto “è una visione che soggioga, che bisogna vedere, che nessuna descrizione può ridare”.

Un pino laricio gigante

Pini e faggio

Sbuco così, dopo due ore e trenta dalla partenza, nell’ampio alpeggio di Macchia Fraga (quasi 1700 metri). Da qui un panorama a 360 gradi si apre da tutte le direzioni. 
Purtroppo inizia a esserci foschia e nubi minacciose cominciano a coprire il cielo.

Timpone della Carcara

Panorama da Macchia Fraga

Panorama da Macchia Fraga

Macchia Fraga

Macchiafraga. In lontananza Botte Donato

A Macchia Fraga

Macchia Fraga

Osservo incantato il bellissimo belvedere e subito dopo mi rimetto in cammino.

Pino laricio a Macchia Fraga

La salita ora si fa più ripida e mi addentro nuovamente nel bosco, ora di faggio puro.  
In circa due ore da Macchia Fraga giungo al belvedere di Timpone della Carcara. Siamo nei pressi di Monte Sorbello.

Faggeta

Faggeta

Sentiero nel bosco

Radura

Radura panoramica

Faggeta a Timpone della Carcara

Faggeta a Timpone della Carcara

Belvedere di Timpone della Carcara






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